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IL COMUNE SPIERA’ E PIGNORERA’ IL NOSTRO CONTO CORRENTE

Tranne il titolare e la banca stessa, soltanto il fisco può sapere quanti soldi ha un cittadino sul conto corrente. Ora però si sta per aggiungere un altro soggetto: il Comune (ed altri Enti come la Regione).Con una nuova norma contenuta nel decreto semplificazioni appena convertito in legge, gli enti locali potranno accedere all’anagrafe dei conti correnti… almeno quando ciò sarà necessario per riscuotere i tributi che non sono stati corrisposti dal contribuente: con questa norma quindi ai funzionari comunali e regionali saranno conferiti gli stessi poteri che oggi ha l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza ovvero di poter accedere ai dati del conto corrente bancario o postale del cittadino.

Con l’accesso all’anagrafe tributaria, un database che comprende anche le informazioni bancarie, si potrà chiaramente scoprire dove il contribuente nasconde i soldi per andarli a prendere subito se questi non dovesse pagare le cartelle esattoriali: dopo infatti 60 giorni dalla notifica della cartella senza che sia avvenuto il versamento il Comune potrà accedere ai dati bancari in vista di un pignoramento del conto. In buona sostanza potrà quindi intercettare le pensioni e gli stipendi ed eseguirne il pignoramento entro un massimo di un quinto (mentre se invece il conto si riferisce ad un lavoratore autonomo o un professionista o un imprenditore il pignoramento potrà riguardare tutto il conto).Rimangono però ancora da chiarire molti aspetti di sicurezza come ad esempio le precauzioni che ogni Ente dovrà adottare per abilitare i propri funzionari, specificare i casi in cui potranno collegarsi alla banca dati, registrare gli accessi effettuati per impedire abusi e garantire la sicurezza delle informazioni.

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